Un luogo di incontro,di confronto,di dialogo,di ascolto,di denuncia,per ristabilire la normalità ed il rispetto delle idee politiche e religiose

sabato 13 gennaio 2018

"shithole countries" , è solo questione di stile ?


Appaiono come neo laureati della Oxford University o di Cambridge i nostri esponenti della politica italiana o i direttori di qualche quotidiano o personaggi in vista dei salotti televisivi del nostro Paese nei confronti niente di meno che del Presidente degli Stati Uniti d'America che nella foga razzista si è espresso con un linguaggio che ha fatto arrossire Bossi, Borghezio, Salvini, Sgarbi, Feltri e altri ,  pronunciando la frase, riferita agli immigrati di Haiti, El Salvador e Paesi Africani.... provenienti da :


"shithole countries" = Paesi di merda










...è solo questione di stile?

lunedì 8 gennaio 2018

Promise : la gara è aperta






Non dobbiamo promettere ciò che non dovremmo, per non essere chiamati a svolgere ciò che non possiamo.


Così Abramo Lincoln ai politici del suo tempo e così avrebbe ripetuto anche oggi, dopo poco più di centocinquanta anni, non solo a quelli del suo Paese ma al mondo intero e forse avrebbe aggiunto anche un vecchio proverbio popolare :
ogni promessa è debito.

A questo punto meglio mettere da parte il sedicesimo Presidente degli Stati Uniti d'America e sperare che il suo attuale successore di tanto in tanto, prima di pronunciar parola, si vada a rileggere,
o meglio, a leggere il pensiero e l'azione del suo predecessore mentre la nostra mente come d'incanto appena lette le parole del Presidente Lincoln e sentito profferir parola debito,
si catapulta a casa nostra.

E' di questi giorni la gara serrata che si è aperta tra le forze politiche in vista della prossima competizione elettorale su chi la dice più grossa – e non si tratta dell'altra gara in corso tra chi ha il pulsante più grosso per attivare una guerra nucleare – su chi fa la promessa che interessa quanto più elettori possibili.

Ma chi se ne frega dei programmi elettorali, delle politiche del lavoro a favore dei giovani , dei disoccupati, dei piccoli e medi imprenditori, queste sono cose che dicono tutti e passano inosservate , perché nessuno ci crede, bisogna andare sul concreto, sull'immediato.

Fare promesse trova sempre i farlocchi disposti a crederci e per giunta anche quelle provenienti da chi già le ha fatte addirittura nel 2001 senza alcun risultato e oggi ne fa anche di nuove : pensioni minime a un milione di euro, agli anziani cure odontoiatriche, cinema, viaggi, tutto gratis, via la tassa di possesso dalla prima auto, abolizione dell'Irap ma l'elenco ritengo sarà aggiornato nelle prossime settimane.

Ancora più eclatante chi promette di abolire il canone TV dopo averlo imposto in bolletta della energia elettrica, forse per una finalità molto più nobile, distruggere la televisione pubblica per completare l'opera prevista dal patto del Nazareno?
Ma no, solo malignità.

Quella più comica, se la cosa non fosse tragicamente vera, che chi ha votato la legge Fornero ha assicurato l'alleato di coalizione che concorda nel richiederne l'abolizione.

Sarebbe ingeneroso sparare soltanto sulla Croce Rossa.
Anche chi non più di qualche settimana fa ha presentato la sua forza politica e dopo aver criticato chi raccontava favole ne ha fatta, pardon letto, anche lui una, via le tasse universitarie.

E il giovane candidato alla presidenza del consiglio ?

Sì, anche lui ha detto la sua - in verità un vecchio cavallo di battaglia del Movimento – il reddito di cittadinanza.

Offenderei l'intelligenza di chi legge se ponessi la domanda più che ovvia : con quali soldi? 
Sarà banale ma è d'obbligo.

Il giovane candidato ha detto che occorrono circa diciassette miliardi di euro ma non ci ha ancora detto da dove li prenderà, anzi sì, qualcosa l'ha detta nel corso di un discorso improvvisato nel suo girare il Paese, ha confessato che prima di entrare in Parlamento era anche lui convinto che non vi fossero risorse disponibili per attuare piani di sviluppo o altro ma poi facendone parte ha scoperto che i soldi ci sono.

Bene, stiamo tranquilli, i soldi ci sono e lo sappiamo anche noi poveri mortali e sappiamo anche dove si trovano e da quali tasche sono reperibili e questo vale non solo per le promesse di Di Maio, ma anche di Grasso, Salvini, Meloni, Berlusconi, Renzi 
 i prossimi che verranno

Napoleone Bonaparte saggiamente sosteneva che
a coloro che promettono

Bisogna riportarli alla realtà dei fatti: la concretezza li uccide.

domenica 31 dicembre 2017

Buon 2018 con la dolce melodia di Carlo Fedele e Gianni Lamagna


Testo di Carlo Fedele e Musica di Gianni Lamagna
Video di Ferdinando Kaiser

Bonanotte a cchi vene,
bonanotte a cchi va,
bonanotte ê penziere
ca se vanno a cuccà.
Bonanotte a 'sta luna
ca rummane a guardà
chistu munno ccà sotto
ca fernesce 'e parlà.
Bonanotte ê speranze,
bonanotte a chi sonna
e sunnanno 'int''o suonno
se vulesse accungià.
Bonanotte Mari',
bonanotte mammà,
dint'a chesta nuttata
ve vulesse vasà.
Bonanotte stanotte
a chi me vò bbene,
bonanotte a chi sape
e nun pò scurdà.
Bonanotte a cchi fatica
sulo pe' campà,
bonanotte a 'stu munno
ca nun se vò adderezzà.
Bonanotte a cchi tene
'a cannela appicciata,
'na fiammella 'e curaggio,
ca nun vò stutà.
Bonanotte a 'sta mala jurnata,
bonanotte ddimane sarrà
'na canzona, 'na risa, nu strillo
tutto chesto pecchè ha ddà passà
.

                                                      ****************************
Con i bei versi del Poeta
Carlo Fedele   
musica del  Maestro Gianni Lamagna  arrangiamento del Maestro Paolo Propoli 
 le straordinarie voci dello stesso
 Lamagna e di Patrizia Spinosi
 auguro un sereno Anno Nuovo
ai miei amici e contatti che seguono questo Blog
 
Che le vostre notti di tutto l'anno possano cominciare con un pensiero
carico d'amore 
 
Buon 2018  

domenica 10 dicembre 2017

Ricordo di don Antonio Riboldi, il Vescovo degli ultimi

Eminenza anche lei a Verona?

Vado per gli esercizi spirituali


Ma come ? il Presidente Berlusconi sarà ad Acerra per inaugurare l'inceneritore e lei va a fare gli esercizi spirituali?

La Chiesa non ci sarà e non benedirà quel mostro 

Chiesi ad un'hostess di potermi trasferire al fianco di don Antonio, come amava farsi chiamare l'ex Vescovo di Acerra, e fui accontentato.
L'avevo conosciuto negli anni '80 ad Acerra, gli anni della storica marcia di Ottaviano, il paese del capo della Nuova Camorra Organizzata, Raffaele Cutolo dove don Antonio sfilò con migliaia di giovani; lo intervistai per l'edizione cartacea di Azeta dove mi accolse affettuosamente unitamente al mio amico Mariano che gli scattò qualche foto non prima che spegnesse la sua inseparabile sigaretta e finito di abbottonarsi al collo la veste talare:altrimenti dicono che il prete fuma e preferisce l'abito borghese .

Nel corso del volo parlammo dell'inceneritore, del suo legame con Acerra e la volontà di voler trascorrere il resto della sua vita in quel territorio, tra la sua gente. Gli chiesi più volte se scappasse per non incontrare l'allora Presidente del Consiglio,accompagnato dal sottosegretario alla Protezione civile Guido Bertolaso - che da poco più di un mese risultava indagato dalla magistratura con l'accusa di concorso in truffa per lo smaltimento dei rifiuti, per l'inaugurazione di quel mostro, ma ne ricevetti soltanto dei bei sorrisi.

Gli chiesi anche cosa pensasse di Roberto Saviano ma non volle esprimersi, lui vescovo sotto scorta che incontrò più volte in carcere camorristi e lo stesso Raffaele Cutolo, lui che incontrò in carcere anche dei brigatisti, mi disse di non aver avuto mai paura, anche da semplice parroco nella Valle del Belice dove visse in una baracca come i terremotati che non esitò a portare davanti al Parlamento per chiedere una casa e dignità per la sua gente.

Ricevevo settimanalmente da anni, l'omelia domenicale e ad ogni ricorrenza del nostro onomastico ci scambiavamo gli auguri.

Un vero uomo di Chiesa, sempre con i piedi saldamente piantati per terra, attento al sociale ed ai bisogni degli ultimi.

Grazie per la tua testimonianza di vita don Antonio.
Ti ho voluto bene.


mercoledì 6 dicembre 2017

E' un Paese che non sta morendo, è già morto

Ha tratto beneficio delle minacce di morte ricevute dal carcere da Totò Riina. Ha cavalcato l’onda per fare il martire”. Sono le pesantissime accuse lanciate da Vittorio Sgarbi, appena nominato assessore ai Beni Culturali in Sicilia dal neogovernatore Nello Musumeci. Il critico d’arte, intervenendo ad Agorà su Rai3, ha messo nel mirino il magistrato palermitano, condannato a morte da Totò Riina, intercettato in carcere mentre auspicava un attentato nei confronti del pm, e oggetto di un piano omicida ordinato da Matteo Messina Denaro e svelato dal pentito Vito Galatolo. “Di Matteo non è un martire, tanto è vero che Riina è morto e lui è stravivo. Quante cittadinanze onorarie ha avuto dopo le minacce? Ne hanno fatto un martire. Che bisogno c’è di raccontare al mondo quelle intercettazioni?”, ha detto Sgarbi, riferendosi alle registrazioni nel carcere di Opera in cui il capo dei capi di Cosa nostra augurava a Di Matteo di fare “la fine del tonno” come “il giudice Falcone”. “Le hanno diffuse ovunque, perché non le tengono nascoste? Non dico che le minacce le ha volute lui ma ne ha tratto beneficio”.

                                                          *********************

Ringrazio la mia amica Stefania Petrilli che su FB quotidianamente cura le notizie  più importanti- per i suoi contatti e gruppi - riportate dai quotidiani e anche alcuni interventi nelle principali trasmissioni televisive utili, a chi come me, non segue più da tempo i salotti inutili nel corso dei quali si esibiscono i soliti ospiti di mestiere e i professionisti dell'urlo inutile.

Stamane sono rimasto letteralmente inorridito nel leggere quanto riportato in un post dalla mia amica , dell'ennesimo vomito del narcisista Vittorio Sgarbi che periodicamente ha necessità di farsi notare per ricordarci di esistere.

Il neo assessore alla cultura della Regione Sicilia, che anche questa volta durerà il tempo necessario per fare l'ennesima sparata, ha espresso il suo pensiero sul magistrato Di Matteo superscortato per le gravi minacce di morte da parte dei galantuomini della mafia che per il sig. Sgarbi non sono altro che scuse del giudice Di Matteo per recitare la parte del martire.

Parole irresponsabili e gravi che in un Paese normale sarebbero sommerse dall'indignazione dell'opinione pubblica e che invece sono un regalo agli uomini della mafia , con la complicità di chi lo invita nei salotti televisivi certi di aumentare gli ascolti grazie alle sue urla volgari e i farneticanti discorsi.

Ma è un bravo critico d'arte , dicono i soliti ipocriti innammorati dei disfattisti e demolitori di tutto e di tutti, affermazione che non c'entra un cavolo quando si pronunciano parole gravi e offensive che fanno bene soltanto ad una criminalità senza scrupoli che trova terreno fertile nei comodi parolai del sistema.

Non auguro – sono cosciente di mentire - nè a lui nè ai suoi fans di trovarsi neanche per un attimo nelle condizioni di pericolo del giudice Di Matteo e di quanti sono preposti alla sua protezione.

Di Matteo non è un martire, tanto è vero che Riina è morto e lui è stravivo “

Quando si pronunciano parole come queste e non si avverte nella gente un moto di ribellione, di nausea, di schifo, allora ogni discorso sulla democrazia, sul senso dello Stato, sul rispetto dei veri servitori dello Stato al servizio della verità, non ha più senso, è un Paese che non sta morendo, è già morto.



sabato 18 novembre 2017

Al silenzio portato fin nella tomba si levi il grido degli innocenti


Foto  e parole di Nando dalla Chiesa 
pubblicate sul suo Blog ieri 17 Novembre 

piccolo uomo

"Oggi è morto un piccolo uomo che ha fatto uccidere grandi uomini. Un individuo che non ha mai conosciuto i valori dell’umanità, e che per questo è rimasto tutta la vita al di sotto del più modesto impiegato desideroso di una società giusta, al di sotto del più umile operaio orgoglioso di guadagnarsi il pane con un lavoro onesto. E’ morto un ossesso della violenza, illuso di conquistare prestigio con il sangue altrui. Non capo dei capi, ma feroce comparsa della storia. Miliardi e miliardi di donne e di uomini  l’hanno sovrastato per dignità, per statura morale e civile. E così sia."
                                                    Nando dalla Chiesa


                    Foto pubblicata ieri su Facebook 
                      dalla figlia di Totò Riina


Foto di questo Blog
 in risposta alla foto precedente.



Al silenzio portato fin nella tomba 
si levi il grido degli innocenti

venerdì 10 novembre 2017

Solidarietà sì ...ma s' informi !



"Non è la prima volta che racconto storie di mafisono andato in Sicilia, in Calabria e a Napoli spesso, 
ma lì sai a cosa vai incontro ma trovarlo ad Ostia fa impressione"


I fatti di Ostia sono tristemente ben noti a tutti, l'aggressione al giornalista RAI inviato della trasmissione Nemo è stato un atto violento ed inaccettabile come irricevibili sono i commenti che giustificano l'atto in quanto conseguente a domande considerate provocatorie, pensiero tipico di chi ha una visione servile e timorosa dell'informazione coerente con i regimi e non con un Paese civile e democratico.

Ma Daniele Piervincenzi , comprensibilmente confuso, nell'euforia mediatica ha espresso, nel corso di un'intervista televisiva, un pensiero che, sofferente o meno, denota alcune lacune professionali che farebbe bene a colmare e studiare in questo periodo di riposo del quale certamente avrà bisogno.

Affermare che ad Ostia, a Roma non te l'aspetti ma a Napoli ed in Sicilia è scontato ciò cui vai incontro, denota purtroppo un vuoto di informazioni e di conoscenze che per chi affronta un determinato filone di giornalismo, è imperdonabile.

La criminalità esistente ad Ostia non è certo fenomeno recente ed episodico, la gestione degli alloggi popolari, il processo Sub Urbe, le condanne di sette affiliati del clan Spada con 56 anni di carcere, uccisioni tra bande in pieno giorno, il racket del litorale,etc...ed uno dei recenti titoli del Sole24Ore : Armi, droga, mafie: Ostia «laboratorio» della criminalità , ne è la sintesi.

La spartizione in zone della città di Roma e del suo hinterland con i Carminati, Casamonica, Fasciani, Senese e la ndrangheta che comanda in vaste zone della città , gestendo anche locali storici, ristoranti ed altre attività commerciali fino al filone di Mafia Capitale e chi più ne ha più ne metta.


Napoli, la Sicilia, numerosi comuni del nord sono condizionati dalle mafie che puntano sempre più in alto per la gestione degli appalti con società ad hoc, il buon Piervincenzi segua il consiglio del Principa de Curtis : s' informi !

Eviti luoghi comuni e dire cavolate; comunque a lui tutta la solidarietà possibile.

venerdì 3 novembre 2017

Verdini for President !

E il treno va , come la bellissima canzone degli anni '60 cantata da Richard Anthony, il treno di Renzi continua la sua corsa perdendo pezzi per strada: le dimissioni dal P.D.del Presidente del Senato Grasso e la riconferma del Governatore della Banca d'Italia sono le ennesime sconfitte che il segretario del Partito Democratico ha dovuto incassare.

Poco importa, perché a puntellare il Governo, oltre alle truppe berlusconiane in missione segreta, ci sono sempre le riserve con i Verdini boys pronti per ogni evenienza.

"Abbiamo votato le unioni civili e avremmo votato la stepchild adoption. Così come voteremo il testamento biologico. A titolo personale dico che io sarei pronto a votare lo Ius soli, anche domani"

Così parlò Denis Verdini, senatore condannato a nove anni per bancarotta e truffa - per il crac del Credito Cooperativo Fiorentino - e l'interdizione perpetua dai pubblici uffici, grande sostenitore di Matteo Renzi e regista del patto del Nazareno che, come svelò L'Espresso, aveva un piano ben preciso con Marcello Dell'Utri di sostenere l'ex Sindaco Fiorentino per le elezioni nel 2013 con una lista civica nazionale centrista che avrebbe dovuto far scomparire il PDL, piano che potrebbe essere ancora valido per il prossimo anno.

Il Rosatellum sono io ha tuonato l'altro giorno dopo l'approvazione della nuova legge elettorale che ha visto la luce grazie ai voti dei Verdiniani; e anche questa volta ha affermato di aver salvato il Paese, proprio come nel gennaio dello scorso anni con il voto sulle riforme costituzionali (il ddl Boschi) del governo Renzi.

Le qualità strategiche del senatore salva-governi non si discutono e ad oggi le ricompense ufficiali sono alquanto modeste, a parte tre vicepresidenze di commissioni, allora è lecito chiedersi quale sia l'obiettivo vero di tanta disponibilità che non può limitarsi a vecchi rapporti personali con papà Renzi è qualcosa che va oltre, che potrebbe spiegare la vera rottamazione in atto dalla sua ascesa sulla scena politica nazionale, lo spezzettamento del Partito Democratico distruggendone le residue anime ex PCI per farne una forza politica centrista.

Ma la regia è ipotizzabile che sia del solo Verdini oppure quest'ultimo è soltanto il braccio operativo di una strategia ben più articolata - che in Italia non sarebbe affatto una novità – riconducibile a poteri della finanza che non di rado hanno gestito la politica del nostro Paese?

In una tale ipotesi, la figura dello stratega Denis Verdini assumerebbe una rilevanza tutt'altro che secondaria e smentirebbe anche eminenti opinionisti che in varie circostanze hanno accostato la sua figura ai vari Scilipoti e Razzi, pur utili pedine e degni dei migliori personaggi di Crozza ma lontani dal gestire un piano al servizio dei veri poteri forti ma lontano dagli interessi della collettività.

Nel panorama della migliore rappresentazione della mediocrità italica e preso atto di quanto accade spudoratamente, mai auspicio fu più appropriato : Verdini for President !




mercoledì 25 ottobre 2017

Zaia: i quattro sassi di Pompei e lo statuto speciale



«È una vergogna pensare
 di spendere 250 milioni 
per quei quattro sassi di Pompei»

così parlò nel novembre 2010 Luca Zaia, appena pochi mesi dopo essere stato eletto Presidente della Regione Veneto, un biglietto da visita che rende bene lo spessore dell'esponente della Lega.

La vittoria conseguita con il referendum consultivo di Domenica scorsa, costato circa 50 milioni di euro, fa aumentare di giorno in giono le richieste al Governo centrale, ultima in ordine di tempo: Veneto regione a statuto speciale, con un Salvini apparentemente sorpreso e un perdente Maroni che ricorda che il quesito referendario riguardava altro.

Il Presidente Zaia molto attento agli sprechi di Roma ladrona  saprà certamente che le Regioni a statuto speciale al momento ci costano oltre 23 miliardi - per non parlare della truffa subita dai contribuenti italiani per 4,5 miliardi , grazie ai truffatori delle quote latte e all'allora Ministro Luca Zaia -  ma questo è altro discorso, serve solo per tenere i conti in reghola di... Roma ladrona.

Comprensibile l'ubriacatura dell'impomatato Zaia che giustamente vuole cavalcare il successo e trarne i maggiori benefici possibili e, magari, porre un'ipoteca personale su un eventuale prossimo Governo di centrodestra.

Ma sempre per la serie degli italiani smemorati e, in questo caso, i veneti, dovrebbero ricordare che la Lega boicottò nel 1998, per motivi attribuiti all'alleanza di Bossi con Silvio Berlusconi avvenuta, poi, due anni dopo, una proposta per conferire lo statuto speciale alla regione Veneto a firma del deputato della Lega Gianpaolo Dozzo e oggi a sorpresa ripescata.

Staremo a vedere nelle prossime settimane come andrà a finire la trattativa con il Governo Gentiloni sulla quale peserà indubbiamente la prossima competizione elettorale.

Per altre considerazioni invito a leggere il mio articolo per il giornale online 
                                  www.mardeisargassi.it 

Paroni a casa nostra”: la scarsa memoria degli elettori

www.mardeisargassi.it
Paroni a casa nostra è lo slogan usato dal Governatore del Veneto Luca Zaia per l’appuntamento referendario consultivo regionale in tema di autonomia, riaffermato da quasi tutti i cittadini intervistati all’uscita dei seggi. Più che un motto è un modo di esprimere una volontà di chiusura a tutto ciò che appare come un pericolo per i propri territori, per i propri interessi, una mentalità provinciale, del resto, giustificata dalla storia del Nord-Est fatta di fame e miseria e da una lunga stagione di emigrazione da metà Ottocento fino agli anni Settanta con circa tre milioni di veneti costretti a espatriare.
Grande capacità di riscatto e grande volontà di ripresa hanno reso il Veneto una delle regioni più ricche del Paese, ma la recente crisi ha fatto intravedere anche per questa terra lo spettro di un arretramento, dovuto pure alla fallimentare gestione di alcune banche locali per incapacità, e non solo, di banchieri ben conosciuti  dagli organi di vigilanza.
La Lega ha saputo intercettare questa paura con la battaglia per la secessione trasformatasi in ridicoli tentativi di delocalizzazione di sedi ministeriali in zone del Nord, poi ridottisi a spreco di denaro pubblico per esperimenti andati a vuoto. Il tutto con la benedizione dei governi Berlusconi che hanno consentito a un’esigua forza politica di dettare l’agenda degli esecutivi a guida del centrodestra.
Si è aperta ora la seconda fase, una prova di secessione velata presentata come operazione rispettosa dei dettami costituzionali. Un referendum appena conclusosi con una partecipazione al di sotto del 60% degli aventi diritto nella Regione Veneto e inferiore al 40% in Lombardia, un successo per la prima e un flop per la seconda, anche per il sistema di voto elettronico che ha fatto acqua da tutte le parti nonostante l’ingente investimento di risorse pubbliche.
Avrà adesso inizio, quindi, lo stadio interlocutorio con il Governo centrale – che non credo sia operazione tranquilla – e che, purtroppo, sarà condizionato dal clima elettorale già nell’aria, inaugurato dalla Lega con il voto referendario.
Ritengo sia il caso che il Mezzogiorno, invece di scimmiottare i padani come fatto dal Presidente Emiliano con un’avventata dichiarazione, si ponga qualche domanda sulle strategie da mettere in campo, tenuto conto che le economie sia del Nord che del Sud sono strettamente legate....(continua su www.mardeisargassi.it  )



giovedì 12 ottobre 2017

Nullità della politica e vecchie logiche




Nel confuso e variopinto panorama della politica italiana tra vecchi e nuovi soggetti, alcuni elementi di continuità del sistema tradizionale dei partiti, sono saldamente presenti con maggiore incisività, prepotenza e sfacciatagine.





Il valzer dei parlamentari da un gruppo all'altro in questa legislatura è quasi a quota cinquecento e incalcolabile quello nei consigli regionali, provinciali, comunali e nelle municipalità dove il trasformismo è legato a un desiderio di protagonismo e di visibilità.

Maggiore è la nullità di taluni soggetti, nella quasi totalità dei casi senza un percorso politico o di impegno sociale alle spalle, tanto più è il desiderio di apparire, di vedere il proprio nome sui quotidiani locali che non aspettano altro per entrare a braccia aperte nel ring della politica squallida e inutile.

In un bell'articolo apparso ieri sul giornale online www.mardeisargassi.it – riportato di lato - il giovane direttore Alessandro Campaiola riferendosi ad una certa turbolenza in atto nella maggioranza al Comune di Napoli afferma:

...Passare dall’opportunismo all’attacco, senza prima aprire un sano dibattito, proporre un aiuto concreto al fautore di un movimento di associazioni unico nella sua storia e nella sua territorialità, è opera dannosa per chiunque, una misera dimostrazione che è solo il proprio tornaconto a interessare, il proprio spot girato sui social, anche a discapito di un’amministrazione che, nei suoi pro e contro, nelle sue vittorie come nei tanti errori, ha indubbiamente restituito fiducia a migliaia di giovani che in Napoli non si riconoscevano più, rigenerando un sentimento scomparso tra i vicoli del centro e delle periferie soltanto fino a cinque anni fa: l’appartenenza...

E già, l'opportunismo e, aggiungerei, la memoria corta per la serie chi eravamo ?, soggetti sconosciuti, qualcuno fin troppo conosciuto, altri da sempre ai margini della politica che conta, della politica che decide pur se impegnati nei territori, nelle periferie ma da sempre inascoltati ed oggi interlocutori privilegiati in quanto a mezzi messi a disposizione e ben utilizzati a favore della comunità.

Le dichiarazioni di fedeltà a poco servono se, dopo gli eccessi di protagonismo e di autovalutazione, arrivano come sempre puntuali all'indomani dell'abbandono di un progetto condiviso anche se faticoso e complicato data la variegata provenienza dei soggetti;  ma la novità de Magistris è stata sin dall'origine proprio questa e chi ha anteposto il proprio opportunismo ha ripercorso le vecchie logiche che da sempre hanno rovinato partiti e movimenti.

Ma questa è storia vecchia, nulla di nuovo, accade nei miniparlamentini delle municipalità come nelle due Camere del Parlamento, nei partiti e nei movimenti , insomma una storia tipicamente italiana dove appartenenza e coerenza sono del tutto sconosciute.



martedì 26 settembre 2017

Fondamentalismo cattolico


Il titolo non è mio, l'ho rubato in rete alla mia amica professoressa Emilia Rosati e l'elenco dei firmatari del documento che accusa Papa Francesco di sette eresie riguardanti il matrimonio, la vita morale e la ricezione dei sacramenti,  è stato  pubblicato ieri dal Sole24Ore 



Tra i firmatari Gotti Tedeschi ex presidente dello IOR mandato a casa da Papa Francesco nel Maggio 2012 e alla ribalta delle cronache con la crisi del San Raffaele del discusso don Verzè e l'intervento del card.Bertone più noto come superattico .

La parte più tradizionalista della Chiesa che sin dall'elezione di Bergoglio messasi di traverso , ha continuato con attacchi subdoli ad osteggiare il rinnovamento del Papa venuto da molto lontano.

Vero e proprio fondamentalismo fin'ora attribuito comunemente alla sola religione islamica ma che ha radici profonde anche nella Chiesa Cattolica che  questo Pontefice sembra aver voluto imprimere una svolta profonda spalancando quelle porte del Concilio tenute chiuse per oltre cinquant'anni.

Ecco i firmatari: 
Dr. Gerard J. M. van den Aardweg
European editor, Empirical Journal of Same-Sex Sexual Behavior
Prof. Jean Barbey
Historian and Jurist, former Professor at the University of Maine
Fr Claude Barthe
Diocesan Priest
Philip M. Beattie
BA (Leeds), MBA(Glasgow), MSc (Warwick), Dip.Stats (Dublin) Associate Lecturer, University of Malta (Malta)
Fr Jehan de Belleville
Religious
Dr. Philip Blosser
Professor of Philosophy, Sacred Heart Major Seminary, Archdiocese of Detroit
Fr Robert Brucciani
District superior of the SSPX in Great Britain
Prof. Mario Caponnetto
University Professor, Mar de la Plata (Argentina)
Mr Robert F. Cassidy STL
Fr Isio Cecchini
Parish Priest in Tuscany
Salvatore J. Ciresi, M.A.
Director of the St. Jerome Biblical Guild, Lecturer at the Notre Dame Graduate School of Christendom College
Fr. Linus F Clovis, Ph.D., JCL, M.Sc., STB, Dip. Ed,
Director of the Secretariat for Family and Life
Fr Paul Cocard
Religious
Fr Thomas Crean OP STD
Prof. Matteo D’Amico
Professor of History and Philosophy, Senior High School of Ancona
Dr. Chiara Dolce PhD
Research doctor in Moral Philosophy at the University of Cagliari
Deacon Nick Donnelly MA
Petr Dvorak
Head of Department for the Study of Ancient and Medieval Thought at the Institute of Philosophy, Czech Academy of Sciences, Prague; Professor of philosophy at Saints Cyril and Methodius Theological Faculty, Palacky University, Olomouc, Czech Republic
H.E. Mgr Bernard Fellay
Superior General of the SSPX
Christopher Ferrara Esq.
Founding President of the American Catholic Lawyers’ Association
Prof. Michele Gaslini
Professor of Public Law at the University of Udine
Prof. Corrado Gnerre
Professor at the Istituto Superiore di Scienze Religiose of Benevento, Pontifical Theological University of Southern Italy
Dr. Ettore Gotti Tedeschi
Former President of the Institute for Works of Religion (IOR), Professor of Ethics at the Catholic University of the Sacred Heart, Milan
Dr. Maria Guarini STB
Pontificia Università Seraphicum, Rome; editor of the website Chiesa e postconcilio
Prof. Robert Hickson PhD
Retired Professor of Literature and of Strategic-Cultural Studies
Fr John Hunwicke
Former Senior Research Fellow, Pusey House, Oxford
Fr Jozef Hutta
Diocesan Priest
Prof. Isebaert Lambert
Full Professor at the Catholic University of Louvain, and at the Flemish Katholieke Universiteit Leuven
Dr. John Lamont STL DPhil (Oxon.)
Fr Serafino M. Lanzetta STD
Lecturer in Dogmatic Theology, Theological Faculty of Lugano, Switzerland; Priest in charge of St Mary’s, Gosport, in the diocese of Portsmouth
Prof. Massimo de Leonardis
Professor and Director of the Department of Political Sciences at the Catholic University of the Sacred Heart in Milan
Msgr. Prof. Antonio Livi
Academic of the Holy See
Dean emeritus of the Pontifical Lateran University
Vice-rector of the church of Sant’Andrea del Vignola, Rome
Dr. Carlo Manetti
Professor in Private Universities in Italy
Prof. Pietro De Marco
Former Professor at the University of Florence
Prof. Roberto de Mattei
Former Professor of the History of Christianity, European University of Rome, former Vice President of the National Research Council (CNR)
Fr Cor Mennen
Lecturer in Canon Law at the Major Seminary of the Diocese of ‘s-Hertogenbosch (Netherlands). Canon of the cathedral chapter of the diocese of ‘s-Hertogenbosch
Prof. Stéphane Mercier
Lecturer in Philosophy at the Catholic University of Louvain
Don Alfredo Morselli STL
Parish priest of the archdiocese of Bologna
Martin Mosebach
Writer and essayist
Dr. Claude E. Newbury M.B., B.Ch., D.T.M&H., D.O.H., M.F.G.P., D.C.H., D.P.H., D.A., M. Med; Former Director of Human Life International in Africa south of the Sahara; former Member of the Human Services Commission of the Catholic Bishops of South Africa
Prof. Lukas Novak
Faculty of Arts and Philosophy, Charles University, Prague
Fr Guy Pagès
Diocesan Priest
Prof. Paolo Pasqualucci
Professor of Philosophy (retired), University of Perugia
Prof. Claudio Pierantoni
Professor of Medieval Philosophy in the Philosophy Faculty of the University of Chile; Former Professor of Church History and Patrology at the Faculty of Theology of the Pontificia Universidad Católica de Chile
Father Anthony Pillari, J.C.L., M.C.L
Prof. Enrico Maria Radaelli
Philosopher, editor of the works of Romano Amerio
Dr. John Rao
Associate Professor of History, St. John’s University, NYC; Chairman, Roman Forum
Dr. Carlo Regazzoni
Licentiate in Philosophy at University of Freiburg
Dr. Giuseppe Reguzzoni
External Researcher at the Catholic University of Milan and former editorial assistant of Communio, International Catholic Review (Italian edition)
Prof. Arkadiusz Robaczewski
Former Professor at the Catholic University of Lublin
Fr Settimio M. Sancioni STD
Licence in Biblical Science
Prof. Andrea Sandri
Research Associate, Catholic University of the Sacred Heart in Milan
Dr. Joseph Shaw
Tutor in Moral philosophy, St Benet’s Hall, University of Oxford
Fr Paolo M. Siano HED (Historiae Ecclesiasticae Doctor)
Dr. Cristina Siccardi
Historian of the Church
Dr Anna Silvas
Adjunct research fellow, University of New England, NSW, Australia
Prof. Dr Thomas Stark
Phil.-Theol. Hochschule Benedikt XVI, Heiligenkreuz
Rev. Glen Tattersall
Parish Priest, Parish of Bl. John Henry Newman, archdiocese of Melbourne; Rector, St Aloysius’ Church
Prof. Giovanni Turco
Associate Professor of Philosophy of Public Law at the University of Udine, Member Corrispondent of the Pontificia Accademia San Tommaso d’Aquino
Prof. Piero Vassallo
Former editor of Cardinal Siri’s theological review Renovatio
Prof. Arnaldo Vidigal Xavier da Silveira
Former Professor at the Pontifical University of São Paulo, Brazil
Msgr. José Luiz Villac
Former Rector of the Seminary of Jacarezinho
On 24th September 2017:
Leo Darroch
President, Foederatio Internationalis Una Voce 2007 – 2013
Dott. Mauro Faverzani
Editor of the Magazine “Radici Cristiane” (Italy)
H.E. Mgr Rene Henry Gracida D.D.
Bishop Emeritus of the Diocese of Corpus Christi
Fr Pio Idowu BA (Phil.)
Religious
Fr Luis Eduardo Rodríguez Rodríguez
Parish Priest, Parroquia del Espíritu Santo y N.S. de La Antigua Diocese de Los Teques, Venezuela
Wolfram Schrems BA (Theol.), BA (Phil.)
Catechist for adults, contributor for Catholic and secular websites, works in the pro-life-field, Vienna (Austria)